L’estate che si annuncia è quella delle temperature da record, e mentre noi corriamo a cercare ombra e aria condizionata, i nostri piccoli amici piumati restano lì, in gabbia, senza poter fare molto.
Un uccellino non suda, non può aprirsi il becco per dire che ha caldo. Il suo corpo si surriscalda in fretta, e quando arriva il colpo di calore, spesso è troppo tardi. Il primo errore che molti commettono è spostare la gabbia in balcone credendo che l’ombra sia sufficiente. Non lo è.

La gabbia va messa in casa, lontano da finestre esposte a sud, in un luogo dove la temperatura non superi i 28 gradi. E mai, mai vicino al condizionatore acceso: il flusso d’aria fredda è pericoloso quanto il caldo.
L’acqua non basta, serve anche il bagno
L’acqua fresca va cambiata almeno due volte al giorno, perché gli uccelli bevono molto di più con il caldo. Ma c’è un altro gesto che molti sottovalutano: la vaschetta per il bagno. I pappagalli, i canarini e i fringuelli adorano bagnarsi, e l’acqua fresca sulle piume li aiuta a regolare la temperatura corporea. Se l’uccellino non vuole entrare nella vaschetta, si può nebulizzare un po’ d’acqua sulla gabbia con uno spray, evitando di bagnare direttamente la testa.
Attenzione però: mai usare acqua fredda di frigorifero, perché lo shock termico può essere letale. Meglio acqua a temperatura ambiente, e cambiare l’acqua della vaschetta ogni giorno, perché con il caldo diventerebbe un ricettacolo di batteri in poche ore.
Frutta, verdura e i segnali che non si possono ignorare
Con il caldo, gli uccellini mangiano meno semi secchi, che richiedono più energia per essere digeriti. Meglio offrire frutta e verdura fresca, come mela, cetriolo, carota grattugiata, ma senza esagerare con gli zuccheri. Attenzione a non lasciare il cibo umido per più di un’ora, perché fermenta e diventa pericoloso. I segnali di stress da calore sono evidenti: l’uccellino tiene le ali leggermente divaricate, respira con il becco aperto, resta fermo in un angolo della gabbia.
In quel caso, si può avvolgere un panno umido (non ghiacciato) intorno alla gabbia, o mettere un ventilatore che muova l’aria senza puntare direttamente. Ma se l’uccellino è già accasciato sul fondo, bisogna intervenire subito: un veterinario esperto in animali esotici è l’unica salvezza. Meglio prevenire, con qualche accorgimento in più.





