Tutti abbiamo visto il video. Il pappagallo che chiama il cane per nome, che chiede da mangiare, che insulta il gatto. Sembra magia. E la tentazione di averne uno è fortissima. Ma la verità è che non tutti i pappagalli parlano.
Anzi, anche tra le specie più famose per la loro loquacità, ogni esemplare ha una sua personalità. Alcuni imparano centinaia di parole, altri restano in un silenzio eloquente per tutta la vita. Il primo errore è adottare un pappagallo sperando che diventi un fenomeno da baraccone.
Lui non è un giocattolo parlante, è un animale che può vivere anche cinquant’anni, che si affeziona, che soffre la solitudine. E che, quando è felice, non parla solo: urla.
Il re indiscusso è il cenerino africano. Alcuni esemplari hanno imparato centinaia di parole e le usano in modo appropriato, dimostrando un’intelligenza paragonabile a quella di un bambino. Ma il cenerino è anche un animale estremamente sensibile. Se si annoia, se si sente trascurato, inizia a strapparsi le piume. Un’autolesionismo che fa accapponare la pelle.
Le Amazzoni sono un’altra famiglia di grandi parlatori. Hanno voce potente, carattere deciso, e non temono di farsi sentire. Poi ci sono i cacatua, che parlano meno ma gridano di più. E i parrocchetti monaci, che imparano qualche parola ma sono famosi per i loro nidi giganti sui pali della luce. Insomma, non esiste il pappagallo perfetto. Esiste quello che fa per te, ma a patto di conoscerne i difetti prima dei pregi.
Un pappagallo che parla è un pappagallo che fa rumore… Molto rumore. Se si annoia, urla. Se è solo, urla. Se vuole attenzione, urla. E non lo zittisci sgridandolo: reagire alle sue urla lo convince che urlare funziona. L’unica soluzione è prevenire la noia con giochi, routine, e ore di presenza. E poi ci sono i morsi. Un pappagallo usa il becco per esplorare, ma se è spaventato o frustrato può mordere forte. Le ara e i cacatua hanno becchi che aprono noci come fossero burro. Un morso può arrivare al sangue.
E poi c’è la polvere. I cacatua, per esempio, producono una polvere sottile che serve a impermeabilizzare le piume ma che può creare problemi a chi soffre di allergie. Insomma, adottare un pappagallo che parla è una scelta che dura decenni. Non è come comprare un pesce rosso. È come sposarsi, con un testimone piumato che potrebbe imparare a dire le tue parolacce preferite.
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