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Gatti

Come lavare il gatto senza farsi graffiare, il manuale di sopravvivenza per umani coraggiosi

Prima o poi capita. Il gatto si rotola nel fango, torna a casa con la pancia incrostata di qualcosa di sconosciuto, o semplicemente il veterinario consiglia un bagno medicato. E tu lo sai: lavare un gatto è un’impresa che può trasformarsi in un campo minato.

Lui non capisce, si spaventa, e la prima reazione è artigliare tutto ciò che trova. Non è cattiveria, è paura. L’acqua corrente, il rumore del rubinetto, la sensazione di essere bagnato: per un felino è un’esperienza traumatica.

Lavare gatti tecniche – Anagrafecaninacampania.it

Ma con un po’ di preparazione e qualche accorgimento, si può fare senza finire al pronto soccorso. L’ho imparato a mie spese, dopo un tentativo fallito e una serie di graffi sulla mano che sembravano una mappa stradale.

Preparare tutto prima che lui capisca cosa sta succedendo

Il primo errore è portare il gatto in bagno e accendere l’acqua davanti a lui. Il rumore lo mette subito in allarme. Meglio riempire una bacinella con acqua tiepida (mai calda, mai fredda) prima di prenderlo in braccio. Mettere sul fondo un tappetino antiscivolo, perché il fondo scivoloso lo fa sentire insicuro. Tenere a portata di mano lo shampoo specifico per gatti, un mestolo per versare l’acqua, e due asciugamani morbidi.

Chiudere la porta del bagno, così se scappa non va a nascondersi sotto il letto. E poi, soprattutto, tagliargli le unghie il giorno prima. Non si improvvisa. Un’altra accortezza: mettere una pallina di cotone nelle orecchie, per evitare che entri acqua. Ma senza spingerla troppo in fondo.

La tecnica che non sbaglia (e salva le mani)

Prendere il gatto con decisione, ma senza stringere troppo. Appoggiarlo delicatamente nella bacinella, tenendo una mano ferma sulla nuca o sul petto. Non bagnargli mai la testa direttamente: usare un panno umido per pulire faccia e orecchie. Con il mestolo, versare acqua sul corpo, evitando gli zampilli diretti. Massaggiare lo shampoo con movimenti lenti, parlando a voce bassa. Più sei calmo tu, più lui si calma. Se inizia a agitarsi, fermarsi, aspettare, riprendere. Mai urlare, mai strattonare. Per il risciacquo, usare sempre il mestolo, mai il doccino. Il rumore dell’acqua che cade è il suo peggior nemico.

Alla fine, avvolgerlo subito in un asciugamano e tamponare, senza strofinare. Se fuori non fa freddo, può asciugarsi da solo al sole. Se serve il phon, usarlo a distanza e a bassa temperatura, mai puntarlo direttamente. La prima volta che ho provato questa tecnica, il mio gatto ha miagolato ma non ha graffiato. Alla fine, si è addormentato avvolto nell’asciugamano, come un neonato. Da allora, i bagni sono diventati quasi un rito.

Francesca Guglielmino

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