L’uomo è stato incastrato dalle telecamere di sorveglianza di un autolavaggio; dovrà rispondere di maltrattamento agli animali.
A Biella un uomo è stato denunciato dai Carabinieri della sezione Forestale per maltrattamento di animali. L’uomo si era recato in un autolavaggio con il proprio cane e lì aveva deciso di sottoporlo a lavaggio. Le telecamere di sorveglianza del posto hanno filmato tutta la scena.

Chissà quante volte lo avrà fatto, ma quella del 13 agosto è stata sicuramente l’ultima. Un uomo di 57 anni di Biella è ora indagato per maltrattamento agli animali dopo che le immagini di videosorveglianza di un autolavaggio di zona hanno dimostrato cosa fatto subire al suo cane.
Dalle immagini si può chiaramente notare come l’uomo insaponi il cane con la schiuma dell’autolavaggio e lo abbia poi risciacquato con lancia ad alta pressione, una pratica considerata crudele e pericolosa per gli animali. A filmare inizialmente l’accaduto, un passante che vista la scena davanti ai suoi occhi ha deciso di registrare quanto succedeva e consegnare poi le immagini alle autorità.
A quel punto sono scattate le indagini e, grazie ad una collaborazione tra Nipaaf dei Carabinieri Forestali e Norm della Compagnia di Biella, l’uomo è stato identificato in breve tempo. Convocato negli uffici compenti e alla presenza di un veterinario dell’Asl, ha ricevuto la notifica di accuse.
Il cane ora sta bene: cosa rischia il suo padrone
Il cane è un esemplare di piccola taglia, regolarmente microchippato. Dopo l’identificazione del proprietario, il cucciolo è stato sottoposto a regolare visita medica, non ha riportato conseguenze fisiche e le sue condizioni di salute sono state giudicate buone.

Diversa la situazione del suo proprietario che ora dovrà rispondere di maltrattamento e abbandono di animali. Sarà applicata la nuova Legge Brambilla che, in vigore dal 1 luglio 2025, prevede pene più severe per forme di violenza contro gli animali.
Con il nuovo dispositivo di legge, gli animali non sono più tutelati in quanto segno di affezione umana, ma come soggetti tutelari di diritto, in allineamento con il principio europeo del riconoscimento degli animali come esseri senzienti e quindi capaciti di provare sensazioni sia positive che negative come gioia e dolore.
I reati di maltrattamento degli animali, già previsti in precedenza dal codice penale, sono ora inaspriti con un innalzamento della pena che va dai 6 mesi ai 3 anni di reclusione e una multa da 5 a 30mila euro. Se il fatto commesso è prolungato e l’animale ha patito per più tempo i maltrattamenti la pena va da 1 a 4 anni di reclusione con multe da 10 a 60mila euro.