Allergia ai gatti, conviverci si può (e non serve cacciare il micio)

Vi svelo subito un segreto che in pochi conoscono: non sono i peli a causare la reazione allergica. Quella che ci fa starnutire, arrossare gli occhi e a volte perfino affannare è una proteina specifica, chiamata Fel d 1.

Viene prodotta nelle ghiandole sebacee e nella saliva del gatto, e quando il micio si lava, la sparge su tutto il manto e da lì nell’ambiente. I peli, in pratica, sono solo il cavallo di Troia. Capita a molti di scoprire un’allergia anni dopo aver adottato un gatto, magari quando ormai è parte della famiglia.

La soluzione non è chiudere la porta all’amico a quattro zampe. Con qualche accorgimento, si può tenere il gatto e ridurre i sintomi a un fastidio gestibile. Il primo passo è rendersi conto che la convivenza è possibile, ma richiede un piccolo cambio di abitudini.

Pulire, purificare e chiudere una stanza

La camera da letto della persona allergica deve diventare una zona off-limits per il felino. Passare otto ore a respirare l’allergene nel sonno è la ricetta per svegliarsi pieni di mal di testa e occhi gonfi. Anche i tappeti e i divani in tessuto sono dei veri e propri ricettacoli di allergeni, meglio sostituirli con pavimenti lisci e superfici in legno o pelle, che si puliscono con un colpo di spugna. Passare l’aspirapolvere frequentemente è fondamentale, soprattutto sui divani imbottiti. Un piccolo investimento in un purificatore d’aria con filtro HEPA fa la differenza: cattura il 99,95% delle particelle sospese, intrappolando la forfora prima che finisca nei nostri polmoni. Bagnare il gatto una volta a settimana con uno shampoo delicato, come quelli ipoallergenici a base di avena, aiuta a rimuovere l’allergene già depositato sul manto.

La svolta che arriva dalla ciotola del gatto (e qualche rimedio extra)

Oggi esiste anche un’arma segreta che arriva direttamente dalla ciotola del cibo. Alcune aziende hanno messo a punto un’alimentazione specifica per gatti che utilizza una proteina speciale derivata dalle uova. Mentre il gatto mangia le sue crocchette, questa sostanza va a neutralizzare l’allergene Fel d 1 direttamente nella sua bocca, riducendone la quantità sulla saliva e sul pelo fino a quasi la metà. Non è una soluzione miracolosa, ma per molti ha cambiato le regole del gioco. Se la situazione è ancora difficile, il medico può prescrivere antistaminici per i momenti di picco. Vivere con un gatto e l’allergia è possibile, basta trasformarsi in un piccolo esercito di pulizia e scegliere gli strumenti giusti. Il gatto non se ne andrà, e neanche i vostri starnuti. Ma con un po’ di organizzazione, si faranno sentire molto meno.